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Prato, tre imprenditori arrestati per sfruttamento del lavoro

Prato (giovedì, 27 marzo 2025) — Lavoratori senza permesso costretti a turni di 12 ore in condizioni degradanti. Sequestrati capannoni e aziende coinvolte.

A Prato, tre imprenditori cinesi – due donne di 51 e 39 anni e un uomo di 59 – sono stati arrestati con l’accusa di sfruttamento del lavoro, occupazione di stranieri senza permesso di soggiorno e intermediazione illecita.

di Alessandra Tofani

I tre gestivano aziende nel settore dell’abbigliamento con sedi a Prato e Carmignano. Gli arresti, disposti dalla Procura, sono stati convalidati dal giudice per le indagini preliminari.

In particolare, l’azienda “Confezione di Yar Guangxing” di Carmignano imponeva ai lavoratori turni estenuanti di oltre 12 ore al giorno, senza pause adeguate. Le ispezioni hanno rivelato la presenza di dormitori illegali all’interno dei capannoni, in condizioni igienico-sanitarie precarie e in violazione delle normative urbanistiche. Secondo il procuratore Luca Tescaroli, questa situazione limitava fortemente la libertà dei lavoratori, che, privi di permesso di soggiorno, evitavano di allontanarsi dal luogo di lavoro per timore di essere scoperti.

L’azienda e il capannone sono stati sequestrati preventivamente, mentre una delle imprenditrici arrestate, titolare della “Confezione Sofia di Men Yanna”, ha patteggiato una pena per l’assunzione di lavoratori irregolari. Le ispezioni condotte dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dai carabinieri hanno evidenziato numerose violazioni, tra cui mancata sorveglianza sanitaria, assenza di formazione sulla sicurezza, assenza di un medico competente e mancata manutenzione degli estintori.

L’operazione si è conclusa con sanzioni amministrative per 135.000 euro e ammende per 32.000 euro, segnando un nuovo intervento contro il fenomeno dello sfruttamento del lavoro nel distretto tessile pratese.

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Last modified: Marzo 27, 2025
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