Scritto da 9:01 pm Cronaca, Prato

Lavoro nero e sfruttamento, arrestati due imprenditori a Prato

Prato (giovedì, 3 aprile 2025) — Operai costretti a turni massacranti e a vivere in fabbrica. Determinante la loro denuncia. Scoperto anche un ricercato per reati mafiosi.Nuovi arresti nel distretto tessile di Prato, dove due imprenditori cinesi sono stati fermati con l’accusa di sfruttamento della manodopera.

di Alessandra Tofani

L’indagine, condotta dalla procura, ha portato alla luce condizioni di lavoro inaccettabili grazie alla collaborazione di alcuni operai che hanno avuto il coraggio di denunciare.

I controlli hanno coinvolto tre aziende, evidenziando gravi violazioni dei diritti dei lavoratori. Ventitré operai, perlopiù cinesi e pakistani, molti dei quali senza permesso di soggiorno, erano costretti a lavorare per almeno 12 ore al giorno senza riposi e con salari miseri, spesso pagati in contanti per eludere il fisco. Anche i dipendenti con contratti regolari ricevevano parte dello stipendio tramite bonifico, ma la quota maggiore veniva versata in nero.

Le indagini hanno inoltre rivelato che gli operai vivevano all’interno delle fabbriche in ambienti insalubri, privi di igiene e sicurezza. Durante i controlli, le autorità hanno identificato un uomo con precedenti penali che ha tentato di sfuggire all’arresto fornendo false generalità. Condannato nel 2013 per tentata estorsione aggravata, era già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa ed estorsione aggravata. È stato immediatamente trasferito in carcere.

Ancora una volta, l’operazione è stata resa possibile grazie alla denuncia di alcuni lavoratori, che hanno permesso agli investigatori di ricostruire il sistema di sfruttamento e di intervenire. Per chi ha collaborato con la giustizia è previsto un percorso di tutela, a partire dal rilascio del permesso di soggiorno per motivi di giustizia.

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Last modified: Aprile 3, 2025
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