Prato (giovedì, 20 marzo 2025) – La procura di Prato ha accusato Eni di aver messo il profitto sopra la sicurezza nei suoi depositi, dopo l’esplosione al deposito carburanti di Calenzano che ha causato cinque morti. La mozione punta a responsabilizzare i dirigenti per aver permesso la simultaneità di attività di manutenzione e carico di autobotti senza misure precauzionali adeguate, una prassi comune in tutti i depositi italiani.
di Alessandra Tofani
Eni ha risposto dichiarando la sua collaborazione con le autorità. La procura ha sottolineato che la situazione non è limitata a Calenzano, ma riguarda tutti i depositi d’Italia. L’incidente solleva la necessità di accelerare la transizione verso energie rinnovabili per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e contrastare la crisi climatica. Tuttavia, i dati recenti mostrano che l’Italia sta rallentando sul fronte delle energie rinnovabili, con un calo significativo nella produzione e nelle nuove installazioni di impianti.
L’incidente di Calenzano, quindi, non solo solleva interrogativi sulla gestione della sicurezza da parte di Eni, ma evidenzia anche la necessità di una riflessione più ampia sul modello energetico italiano. Se da un lato l’Europa sta cercando di rafforzare la propria sicurezza energetica, dall’altro l’Italia rischia di rimanere indietro sulla strada della sostenibilità. La mancanza di progressi significativi nelle rinnovabili e la persistente dipendenza dai combustibili fossili mettono a rischio non solo l’ambiente, ma anche la sicurezza e la stabilità economica del Paese. L’urgenza di cambiare rotta è evidente, e la transizione energetica deve diventare una priorità per il futuro.
Last modified: Marzo 21, 2025